LA STANZA  di ALDO ZELLI
  


Aldo Zelli
   


QUANDO I CAMALEONTI DANZAVANO SULLA SABBIA ROVENTE IL MIO TEMPO ERA FELICE
di 
Aldo Zelli

   


ALLA RICERCA DI UN LIBRO INEDITO

 

Premessa

Questa è la cronistoria di alcuni fatti accaduti in seguito ad una informazione appresa durante un colloquio telefonico con Fr. Gip, capo-redazione de l'Oasi (il notiziario degli Ex-lali di Libia fondato da Fratel Amedeo Cavaglià) cioè l’esistenza di un romanzo-diario autobiografico dal titolo, Quando i camaleonti danzavano sulla  sabbia rovente il mio tempo era felice, ancora inedito, dello scrittore  Aldo Zelli, nato ad Arezzo nel 1918 e morto a Piombino nel 1996. Ex-alunno dei Fratelli Cristiani di Tripoli, vissuto per circa quarantanni in Libia, prima a Tripoli, poi a Zuara ed infine per lungo tempo a Zavia.

Aldo Zelli

  
Punta Ala, giovedì 07 Febbraio 2013

La notizia mi era apparsa subito interessante, specialmente dopo essere venuto a sapere che Aldo Zelli, con la sua famiglia composta da padre, madre e sorellina, era vissuto per qualche tempo a Zuara, un piccolo paese sul mare, a circa 100 chilometri ad ovest di Tripoli e a pochi chilometri dal confine tunisino. Anche se in un tempo diverso, a cavallo dagli anni ’30 ai ’50,  a Zuara ci avevano abitato sia mio nonno materno, Giuseppe Salmeri, armatore di un bastimento per la pesca delle spugne, ed alcuni miei zii con le rispettive famiglie. Per questo motivo, durante le vacanze estive  spesso mi recavo  con i mei genitori. a Zuara. Visto che mio padre non aveva mai voluto prendere la patente e quindi non guidava la macchina, per andare a Zuara utilizzavamo il treno che partiva dalla vecchia Stazione di Tripoli.

Tripoli 1950 - Littorina alla Stazione

C’era una vecchia littorina che ci impiegava quasi cinque ore per percorrere quei cento chilometri e che lungo il tragitto si fermava spesso per raccogliere passeggeri  che aspettavano l’arrivo del treno accovacciati ai lati dei binari. Porto con me dei meravigliosi ricordi di quei tempi e Zuara è rimasta ancora nel mio cuore.

Tornando al romanzo-diario le prime domande che mi ero poste erano queste. Come fare per leggerlo? Come mai è ancora è ancora inedito? Dove si trova?

Ma non vorrei anticipare altro, vi lascio alla lettura  della cronistoria di questa mia ricerca.

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Cronistoria

Al telefono con Fratel Giuseppe Volpati, il Caporedattore de l’Oasi.
“Ciao Domenico, hai mi sentito parlare di Aldo Zelli?”-
“No, perche? Chi è?”-
“Aldo Zelli è stato un insegnante. E’ conosciuto soprattutto come scrittore di libri per ragazzi. Ha vissuto in Libia per tanti anni, dapprima a Zuara, poi a Tripoli , infine per lungo tempo a Zavia, dove ha anche insegnato. Da piccolo ha frequentato per qualche anno la Scuola del Vicariato retta dai Fratelli delle Scuole Cristiane di Sciara Espagnol. Zelli ha lasciato la Libia nel 1964 ed insieme alla moglie Angela Maria Intini si è stabilito a Piombino, dove ha insegnato lingua inglese per vari anni presso una scuola media. E’ morto nel 1996. La particolarità è che sono venuto a sapere che lui ha scritto in diario, ancora inedito, e che l’originale è conservato presso l’Archivio Diaristico Nazionale  di Pieve di Santo Stefano, in provincia di Arezzo.”-


L'Archivio Diaristico Nazionale  di Pieve di Santo Stefano

 

"La vedova Zelli è abbonata all’OASI, pertanto ho il suo numero di telefono, visto che si trova nella tua zona, perché non provi a chiamarla?Vedi un po’se ti autorizza a pubblicare qualcosa dei suoi diari su l’Oasi. Mi sembra di ricordarla come una persona gentile ed istruita. E’ stata insegnante di inglese per diversi anni. Aldo Zelli a Tripoli è stato alunno dei Fratelli S.C. nella Scuola di Sciara Espagnol, poi negli anni dopo la guerra ha insegnato all’Istituto La Salle, è stato socio Ex-lali, grande amico di Fr.Amedeo e collaboratore de l’Oasi.-

... Aldo Zelli a Tripoli è stato alunno dei Fratelli S.C. nella Scuola di SciaraEspagnol..., (primo da sinistra Fr. Amedeo)

 

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Da qui ha inizio una serie di fitti scambi di messaggi effettuati per posta elettronica tra me, la Redazione dell’OASI e la Signora Angelamaria Intini ed una delle impiegate responsabili della catalogazione informatica dell’ Archivio Diaristico Nazionale  di Pieve di Santo Stefano.

 

Sabato, 09 Febbraio 2013

Ricevo una email dalla Redazione de l’Oasi con allegato  in pdf i primi 5 capitoli del volume di Gordiano Lupi  PER CONOSCERE ALDO ZELLI con indirizzo e numero di telefono della Signora Angelamaria. Chiamo Angelamaria lo stesso giorno. La signora ha una voce gradevole,  acculturata e giovanile, malgrado i suoi 87 anni. 

Angelamaria Intini vedova Zelli

Mi dice che ha dimestichezza con il computer, anche se lo usa principalmente per inviare e ricevere la posta elettronica. E’ stata professoressa di inglese e francese anche presso le scuole dei Fratelli Cristiani di Tripoli. Mi informa che alcune delle opere di suo marito, Aldo Zelli, sono custodite presso la biblioteca comunale di Piombino. L’originale del suo diario ineditoQuando i camaleonti danzavano sulla sabbia rovente il mio tempo era felice, si trova  a Pieve  di Santo Stefano, vicino ad Arezzo. Mi da i numeri di telefono di entrambi i posti. Lunedì chiamerò per sentire cosa mi dicono,  visto che ho la sua autorizzazione.

 

Venerdi 22 Febbraio 2013

Invio una email all’ Archivio Nazionale Diari di Pieve di Santo Stefano (AR)

“Gent.ma Sig.a Cristina Cangi (segreteria Premio Pieve reference utenza – catalogazione informatica)

Mi chiamo Domenico Ernandes e come forse si ricorderà ho avuto modo di contattarla telefonicamente la scorsa settimana. In quel frangente le chiedevo cortesemente informazioni sull’iter necessario per poter accedere ai DIARI dello scrittore Aldo Zelli, depositati presso l’Archivio Pubblico di Pieve di Santo Stefano, in cui, mi è stato detto, ci sono scritti racconti e romanzi inediti ispirati al primo periodo della sua vita in Libia. Aldo Zelli ha vissuto, come me, per tanti anni in Libia ed ha frequentato, se pur in tempi diversi, la mia stessa scuola, cioè la Scuola dei Fratelli Cristiani di Tripoli. Quando nel 1970 noi italiani fummo costretti ad andarcene dalla Libia, in conseguenza dell’avvento di Gheddafi, un insegnante di quella Scuola, Fratel Amedeo Cavaglià, costituì un associazione formata da ex alunni delle scuole dei Fratelli Cristiani, denominata Ex-Lali di Libia.

 

Fratel Amedeo

 

Fratel Amedeo, dopo qualche anno, iniziò a cliclostilare un notiziario, che ormai esiste da più di quaranta anni e che ora esce tre volte l’anno, denominato l’Oasi (in allegato copia di una delle ultime copertine)

Una copertina del notiziario degli ex-lali di Libia l'Oasi

 

Questa  iniziativa ebbe subito  molto successo, tanto che il numero degli associati superò di gran lunga il migliaio. Anche Aldo Zelli, negli anni a cavallo tra il 1970 e il 1990, ha collaborato con l’Oasi, dove  vennero pubblicati alcuni suoi articoli.  Ancora oggi la Sig.a  Angelamaria Intini ved. Zelli, sua moglie, è abbonata alla nostra rivista. Io  che sono un attivo collaboratore dell'OASI, che pubblica articoli che riguardano la nostra vita e le nostre storie vissute in quegli anni trascorsi in Libia, sono stato  incaricato di inoltrare questa richiesta. Inoltre da circa sei anni , da quando sono andato in pensione, ho cominciato per  hobby  a mettere on line un archivio di scritti:  storie, poesie , testimonianze e biografie di persone , amici e conoscenti che sono nati o che hanno vissuto in Libia, che vorrei estendere ad altri eventuali scrittori che abbiano tale caratteristica, come per esempio lo scrittore Aldo Zelli.  Per rendersene conto la invito a visitare il mio sito cliccando sul seguente link http://www.ernandes.net/  di cui allego la foto della homepage.


 

 

La prima pagina del sito di Domenico Ernandes


La professoressa Angelamaria Intini ved. Zelli, da me contattata telefonicamente recentemente, si è detta favorevole alla pubblicazione dei suddetti diari, scritti dal marito Aldo Zelli e  depositati presso il vostro Archivio,  sia sul notiziario l’Oasi sia sul mio sito  http://www.ernandes.net/. Si è anche detta inoltre pronta a firmare un’autorizzazione scritta non appena riceverà la vostra richiesta, come da prassi.
Ringraziandola anticipatamente per la sua collaborazione,  resto in attesa di una sua cortese risposta di riscontro.

Cordiali Saluti.
Domenico Ernandes



Giovedi 28 Febbraio 2013

Invio una email.
Buongiorno Sig.a Cristina Cangi,
con riferimento alla nostra telefonata di martedì relativi ai DIARI dello scrittore Aldo Zelli, la informo che ho trovato un accordo con la Sig.a Intini ved. Zelli di poter prendere in visione le copie che si trovano attualmente presso la Biblioteca Comunale di Piombino. Visto che è più vicino per me arrivare a Piombino che non a Pieve di Santo Stefano, preferisco consultare tali DIARI a Piombino. Pertanto la ringrazio tanto per la sua cortese collaborazione e le invio i miei più Cordiali Saluti. Domenico Ernandes

Nei giorni successivi comunico alla Redazione de l’Oasi

che mercoledì 6 marzo andrò a Piombino per incontrare la Sig.a Intini Ved. Zelli e poi alla Biblioteca Civica Falesiana di Piombino , portando con me la mia stampante per fotocopiare il libro di Aldo Zelli, mentre  per l'incontro con la Sig.a Intini avrò con me un registratore per ricordare l'intervista.


Un'immagine della Biblioteca  Civica Falesiana di Piombino

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L'intervista con la signora Angelamaria Intini Zelli

Mercoledi 6 Marzo 2013 raggiungo al telefono un’intesa con la Sig.a Angelamaria Intini Zelli di andarla a trovare nella sua casa di Piombino, in via XXV Aprile 93 - 57025 Piombino (LI)  il giorno dopo alle 15,30

Giovedi 7 Marzo 2013 , ore 15,30

Mi trovo nella casa della Sig.a Angelamaria Intini Zelli. Un appartamento al secondo piano di un edificio degli anni ’80. La signora Angelamaria è gioviale, mi fa accomodare nel salotto e mi offre un caffè, che viene preparato da una signora polacca che le fa da dama di compagnia.
La conversazione si svolge in un’atmosfera di cordialità. Le  dico di aver letto l’inizio del libro scritto da Gordiano Lupi , Per conoscere Aldo Zelli – Vita ed opere di un grande scrittore per ragazzi, e di aver trovato interessante la parte che descrive l’infanzia del piccolo Aldo con notizie raccolte dal suo diario inedito, Quando i camaleonti…, nel suo peregrinare tra Tripoli, Zuara e Zavia. Anch’io conoscevo molto bene il paese Zuara perchè da piccolo, nei primi anni ’50, ci andavo a spesso a trovare mio nonno materno Giuseppe, che vi abitava e che di professione faceva l’armatore di un grosso bastimento, I due fratelli,  attrezzato per la pesca delle spugne. I fondali della zona di Zuara erano ricchi di pesce , ma soprattutto erano ricchi di spugne, allora ricercatissime sul mercato. La signora Mariangela prende una busta dove sono racchiuse alcune foto. Me ne mostra una , un po’ sbiadita, del 1925 in cui si vede il piccolo Aldo in una barca attraccata al molo di legno del porto di Zuara Marina  insieme a dei pescatori. E’ una piccola foto, Aldo è in piedi in bilico sulla barchetta, mentre gli altri quattro pescatori, probabilmente libici, sorridono rilassati all’obbiettivo della macchina fotografica, probabilmente ripresi del padre Giovanni. Alle loro spalle si intravede il molo di legno di Zuara dove attraccavano solo i pescherecci o comunque le piccole barche.  Al molo grande quello, quello in cemento, ci attraccavano invece le barche di stazza superiore, come a esempio I due fratelli di mio nonno Giuseppe.

Il bastimento  "I due fratelli" Mio nonno Giuseppe Salmeri 

     

Ricordo che Zuara era divisa in due parti , Zuara Marina dove c’era il Porto e Zuara Città. A Zuara Marina,  vicino alla spiaggia,  c’era una casa di legno sul mare, costruita su palafitte alte poco più di un metro, dove forse un tempo ci aveva abitato la famiglia Zelli, composta dal padre Giovanni, direttore della Cassa di Risparmio locale,  la madre Anita che faceva la casalinga e suonava bene il violino, il giovane Aldo e la sorellina Jolanda, di circa cinque anni più piccola di Aldo. Era la casa che il governo riservava ai funzionari e agli impiegati, una volta sede della Capitaneria di Porto.   A Zuara Marina c’erano anche tre o quattro negozietti: un bar tabacchi, un generi alimentari, un forno ed un’agenzia marittima.   

 Zuara 1925 - Aldo Zelli con alcuni pescatori nel molo del porticciolo di Zuara 

 

Zuara Città distava meno di un chilometro da Zuara marina ed era molto più grande. C’erano la chiesa, la scuola, l’asilo delle suore francescane, diversi negozi, un paio di ristoranti, la banca, gli uffici governativi, la caserma dei carabinieri, tutti edifici dipinti di bianco ad un piano, o al massimo a due. C’erano un paio di piazze  ed un piccolo giardino pubblico nella più vasta delle due piazze e una piccola stazione ferroviaria, ma anche se era piccola aveva tutto quello che le altre stazioni più grandi avevano: una biglietteria, una sala d’attesa con delle panche , la tabella degli orari ed un WC, che ricordo era alla turca. All’esterno al lato del marciapiede dei binari (ce n'erano solo due) erano sistemate delle aiuole colorate, delle piante di oleandri rossi e bianchi ed una lunga siepe di tamerici, la cui vista si perdeva alla distanza, proprio dove iniziava la sabbia delle terre incolte.

A questo punto la signora Mariangela mi mostra una  foto, sempre del 1925, della stazione ferroviaria  di Zuara che vede l’allora Governatore della Tripolitania Emilio De Bono in visita a Zuara, mentre incontra personalità locali, tra cui Giovanni Zelli, babbo di Aldo e direttore della Cassa di Risparmio locale.  Insieme a loro, in prima fila, ci sono dei bambini, tra cui si presume ci sia anche Aldo anche se non si riesce a distinguerlo dagli altri, visto che tutto il paese si  era fermato per festeggiare e dare il benvenuto al Governatore.

Zuara 1925 - Il Governatore Emilio De Bono in visita alla stazione di Zuara 

 

-    Scusi signora Angelamaria quando ha conosciuto suo marito?

-         Beh, a dir la verità noi due ci siamo conosciuti da sempre. Suo padre Giovanni dovette trasferirsi per lavoro a Zavia con tutta la sua famiglia. Lui e mio padre, che era il capo della stazione ferroviaria di Zavia, divennero subito amici. Aldo mi conobbe quando io avevo appena sei mesi. Poi crescendo abbiamo sempre giocato insieme. Aldo sin da piccolo amava ascoltare le storie che raccontavano i grandi. Lui era affascinato da mia madre ed aveva un debole per lei, proprio perchè sapeva raccontare bene le storie. Mia madre, che aveva una certa cultura, aveva studiato in collegio per tanti anni, sapeva suonare anche  il pianoforte. Quando  ci raccontava le storie , con noi, che eravamo tre sorelle, c’erano anche Jolanda ed Aldo ad ascoltarle. Sembrava che appartenessimo tutti alla stessa famiglia. Poi dopo la guerra noi ci trasferimmo in città, a Tripoli, perché mio padre fu nominato Capostazione  a Tripoli. Noi dovevamo continuare i nostri studi e Zavia non era attrezzata con le scuole come lo era invece Tripoli. Il povero Aldo, stando a Zavia,  ha dovuto fare la terza elementare per quattro anni di seguito. Lui a Tripoli fece solo la prima e la seconda elementare dai Fratelli Cristiani di Sciara Espagnol. Infatti su uno dei numeri del notiziario l’Oasi del 1987 o del 1988, non ricordo esattamente quando, c’erano delle foto di classe in cui c'era anche il mio Aldo, all'età di sei anni, ed un elenco di alunni, i migliori,  che erano stati premiati con delle medaglie. Aldo prendeva sempre la medaglia d'oro.  E' stato sempre bravo a scuola sin da piccolo. Quel numero  de l'Oasi l'avevo messo da parte e poi l'ho aggiunto a tutte le altre sue cose che ho affidato alla Biblioteca Comunale di Piombino.

 

    Lei mi ha detto al telefono che una copia del diario inedito di Aldo, Quando i camaleonti…, si trova qui nella Biblioteca Comunale di Piombino

     Certamente ci sono varie cose scritte da Aldo, alcune edite ed altre inedite, che ho dato in custodia alla Biblioteca Civica Falesiana  di Piombino, fra cui anche una copia del romanzo-diario di Aldo, Quando i camaleonti…

  

Allora mi autorizza a consultarlo qui a Piombino, che molto è più vicino per me come distanza alla mia casa di Punta Ala rispetto Pieve di Santo Stefano?

-         Assolutamente si. Telefonerò io stessa alla signora Gabriella Vanni, che lavora lì ed è anche una mia cara amica,  per avvisarla che più tardi lei andrà in Biblioteca, in qualità di ricercatore, e che le metterà a disposizione il plico con gli scritti di Aldo.

Gabriella Vanni

Vede questo foglio, qui c’è un elenco di tutti lavori scritti da Aldo, che sono stati consegnati alla Biblioteca Comunale di Piombino, quelli editi e quelli inediti, guardi quanti sono …e su questo altro foglio  ci sono tutti i premi ricevuti da Aldo. Lui è stato molto prolifico nello scrivere, ha iniziato a scrivere i primi racconti all’età di quattordici anni. Su di lui ebbe una grande influenza l’allora Commissario di Zuara, Guelfo Civinini, scrittore-poeta-giornalista, che regalò ad Aldo un suo libro con dedica,  che Aldo lesse avidamente e con grande piacere. Guelfo Civinini aveva un modo di scrivere che avvinceva il lettore grazie alla sua capacità di cogliere gli aspetti essenziali di ogni fatto e alla leggerezza della sua scrittura, che era di alto livello stilistico, ma allo stesso tempo accessibile. Tra i suoi allievi c’è stato anche il grande Indro Montanelli che conservò sempre un ricordo devoto per il maestro.

Guelfo Civinini  Indro Montanelli

 

-         A me piacerebbe che anche lei potesse scrivere qualcosa su suo marito che magari potremmo pubblicare  sul’Oasi e sul mio sito www.ernandes.net

-         No, no, non me la sento. Lei lo sa che io sono stata in coma due anni fa? Un coma dovuto ad un attacco di meningite bruttissima, colpita così all’improvviso. Un minuto prima stavo benissimo, ero rientrata con la macchina a casa dopo essere stata a pranzo da mia sorella. Tornando a casa ho voluto scrivere subito una lettera, una raccomandata, con la ricevuta di ritorno, mi occorreva farla, così, pensavo domattina appena alzata vado alla posta e la spedisco. Io mi ricordo questo… di aver scritto la lettera e dopo un po’ mi faceva tutto male qui, al collo e alla nuca. Siccome era agosto ho detto - …Oddio, ho sudato, ho preso fresco … -, così ho telefonato alla mia dottoressa, che mi disse di prendere un medicinale, che non mi ricordo quale. Da quel momento io sono svenuta… penso… sono andata in coma… non lo so… io non mi ricordo più niente di quei momenti. Mi dicono che sono stata quasi cinque giorni e mezzo in coma e secondo i medici, che diedero istruzioni di mandarmi urgentemente all’Ospedale di Livorno,  la mia era un forma di meningite acuta… e così, ma ora sono qua.

 

-         Maktub, forse non era scritto che lei dovesse morire in quel momento.

-         Si proprio, maktub, perché sono ancora qua. Comunque lasciamo perdere questa mia storia e continuiamo a parlare dei libri di Aldo.

 

 Va bene, allora dicevamo che lei era figlia del capostazione di Zavia…

Nata in treno…

Come nata in treno?

  Si, io sono nata a in treno, l’unico treno che c’era ci sono nata io.

 E’ proprio nata in treno?

Si sono nata proprio in treno. La mia mamma era al primo parto ed il medico locale diceva che non se la sentiva di intervenir consigliava di mettere mia madre in treno e di portarla subito all’ospedale di Tripoli per partorire. Appena in treno, a circo mezzo chilometro dalla stazione di Zavia, all’incrocio della strada che portava al mare a mia madre gli si ruppero le acque.

La stazione di Zavia

 

-        

              C’era qualcuno che aiutò sua madre?

-         Si, sul treno c’era una signora ebrea.

 

-         Sa come si chiamava?

-         No. Una volta  il nome di questa gentilissima signora ebrea lo sapevo, ma ora non lo ricordo più. Però ricordo che mi dicevano che quella signora era un’ebrea della Hara, che camminava scalza. Comunque sia lei fu molto brava,  riuscì a rinforzare un filo di seta, non mi chieda come… non lo so… Siccome il filo di seta era sottile, lo fece doppio, aiutandosi con l'alluce del piede.... insomma fece sul treno tutto quello che avrebbe dovuto fare il nostro medico di Zavia.

 

Una tipica coppia di ebrei della Hara

 

Era Agosto e c’era un vento caldissimo, il ghibli,  poi la sabbia e la temperatura era sui cinquanta gradi. Mia madre era sudata e non sapevano cosa fare, così gli misero addosso una coperta nera, nerissima ed affumicata dal carbone, quella che usava il macchinista per la sua locomotiva a vapore, come c’erano a quei tempi. Il treno si fermò e tutti i passeggeri erano lì a guardare che nascevo io. Così portarono me e mia madre a casa. E come vede io sono ancora qua, grazie alla signora ebrea.

 

-         Che bella storia. Anch’io ho dei ricordi di quel treno sulla linea Zuara- Tripoli e ritorno.  Mio nonno Giuseppe mi raccontava che molte volte il macchinista fermava il treno lungo il percorso della ferrovia, in posti deserti dove non c’era niente, salvo qualche zeriba, per raccogliere dei passeggeri, per lo più commercianti arabi  che portavano la loro merce al mercato. Portavano con sè datteri, dolci arabi coperti di miele, grosse scatole  di tonno, barattoli di harissa, pane fatto in casa.  Il bigliettaio chiudeva un occhio (... forse anche due) quando a volte portavano con sè anche delle galline, racchiuse nella stia,  e qualche capra per mungere il latte.

-         Si è vero lo ricordo anch’io che il treno si fermava spesso, anche se non ricordo degli animali. Quando io sono nata durante la giornata c’erano due treni soli: uno che da Tripoli andava a Zuara e solitamente era di mattina e l’altro che partiva da Zuara nel pomeriggio e arrivava a Tripoli dopo circa cinque ore. Questo treno passava da Zavia verso le quattro del pomeriggio e fu proprio su quel treno che io sono nata. Sul treno generalmente non c’erano molti italiani, ma era pieno di arabi che indossavano  i loro bianchi barracani di lana e camminavano scalzi.

 

-         Considerando che tra Tripoli e Zuara la distanza era di circa 100 chilometri il treno percorreva il tragitto ad una velocità media di 20 chilometri orari. Questa lentezza probabilmente era dovuta  al fatto che il treno  si fermava spesso a raccogliere passeggeri che si presentavano lungo i binari.

-         Si è vero ma tanto a quei tempi non c’era la fretta che c’è oggi.

 

-         Con la scoperta del petrolio libico molte cose cambiarono: la maggior parte delle persone utilizzava la macchina per viaggiare, il costo del carburante era irrisorio e viaggiare in treno non era più conveniente, così i treni furono aboliti,  i binari divelti e furono chiuse tutte le stazione ferroviarie. Quella di Tripoli fu smantellata ed utilizzata per qualche tempo come luogo per fare gli esami orali di scuola guida, mentre la zona limitrofa era un’area riservata per le prove pratiche. Personalmente ricordo che al mio primo esame di guida  fui bocciato. Superai brillantemente l’esame orale. L'esame del parcheggio della macchina era un po' particolare:  venivano usate quttro  lattine vuote di pomodori pelati messe di lato al marciapiede , per delimitare così l'area del parcheggio. Bisognava riuscire a parcheggiare la macchina, aderente al marciapiede, nello spazio compreso tra le quattro lattine. Bastava schiacciarne con la ruota una per essere bocciati. Quel giorno pochi superarono l'esame del parcheggio. Io, non so come, però ci riuscii. L’ingegnere libico, piuttosto pignolo per non dire altro,  mi fregò per un mio stop sbagliato. Mi fece spegnere il motore della macchina, mi fece scendere per mostrarmi che il parafango anteriore della macchina superava la linea bianca dello stop di meno di 20 centimetri. Delirio dell'onnipotenza! Anche la seconda volta non passai l'esame perché durante la manovra del parcheggio schiacciai con la ruota posteriore una lattina vuota di pelati. La terza volta per non incorrere in altre eventuali sorprese, mi feci raccomandare da un amico di famiglia, che conosceva alcuni funzionari dell'Ufficio Rilasci patenti auto. Naturalmente dovetti sborsare 100 sterline. Questa volta, nonostante qualche errore (mi si fermò addirittura il motore della macchina), ottenni finalmente la patente di guida.  Signora Mariangela mi scuso se sto divagando su alcuni miei ricordi, ma torno subito al nostro argomento. Mi ha detto che lei ed Aldo giocavate insieme quando eravate piccoli. Poi cosa è successo? Come vi siete innamorati?

-         Le famiglie degli italiani a Zavia erano quattro o cinque. C’era la famiglia del comandante dei carabinieri, la famiglia del direttore della banca locale, la nostra famiglia, cioè quella del capostazione, c’erano la Manifattura Tabacchi dove lavorava Giovanni Zelli,  il babbo di Aldo, c’era la famiglia del Responsabile del Municipio di Zavia , ci conoscevamo tutti e ci frequentavamo, eravamo una  famiglia allargata. Nel 1931,  io con la mia famiglia  andammo a Tripoli, perché mio padre era diventato il Capo della Stazione Ferroviaria di Tripoli. Aldo lo avevo ormai perso di vista. So che era andato in guerra e poi preso prigioniero. Tornò a Zavia solo nel 1948. Nel 1934, quando aveva sedici anni gli morì il padre e lui, povero piccolo, dovette mettersi a lavorare.  Le precarie condizioni economiche della famiglia lo costrinsero a interrompere la scuola con la sola licenza elementare. Fu assunto come scrivano-interprete presso il municipio italiano di Zavia , visto che lui sapeva scrivere e parlare bene l’arabo,  mentre la mamma  gestiva un piccolo negozio di merceria. Riprese gli studi durante la leva militare e allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si trovò a combattere in prima linea, fino al 4 gennaio 1940 quando a Bardia, dopo la ritirata da Sidi el Barrani fu preso prigioniero. Durante la prigionia in Egitto, Sudafrica e infine Gran Bretagna imparò l'inglese e lo spagnolo e perfezionò il francese. Fu rimpatriato dal campo di prigionia inglese nel 1946.

 

 

N. 54 P.O.W. Camp Gran Bretagna 23 gennaio 1944 - Gruppo prigionieri di guerra italiani fra cui Aldo Zelli, seduto, al centro della foto.Foto spedita dal campo di prigionia in G.B.

 

 

All'inizio tornò in Italia,  lavorò per due anni con gli Americani a Camp Darby (Livorno), come interprete, poi nel 1948 fece ritorno a Zavia. Qui venne assunto come insegnante di inglese presso le scuole italiane e libiche e l'anno dopo si diplomò maestro.

Zavia anno 1950 - Corpo insegnate della scuola di Zavia - In prima fila da destra Aldo Zelli e la sorella Iolanda, Mafalda Basso, Maria Balbi

-         Durante la prigionia lui le scriveva?

-         No, non c’era motivo, allora non eravamo fidanzati, eravamo amici e basta. Fra di noi in quel tempo non c’era nulla. Io andavo spesso a Zavia con mio padre, perché lui era proprietario di una grande concessione. Poi nel 1948 Aldo tornò dalla prigionia,  così di tanto in tanto, in quelle occasioni lo vedevo . Molte volte a casa sua trovavamo solo la mamma e la sorella Jolanda, mentre lui non c’era, perché era al lavoro. Non ci vedevamo spesso, anzi al contrario ci eravamo un po’ persi di vista. Fu solo per caso che poi ci mettemmo insieme. Sia io che lui eravamo studenti universitari lui. Quando tornò dalla prigionia aveva migliorato molto il suo inglese, aveva letto tanto, poi lui era veramente portato per le lingue. Lo assunsero subito come insegnante della lingua inglese nella Scuola di Zavia, ma anche lavorando si era iscritto alla facoltà di Scienze Orientali dell’Università di Napoli mentre io mi ero iscritta alla facoltà di Lingue presso l’Università di Bari. Anche io lavoravo in quel periodo. Dopo la guerra avevano molto bisogno di insegnanti di inglese, così io lavorai per un paio di anni presso la scuola dei Fratelli Cristiani di Via Mazzini. Se non ricordo male credo che fossero gli anni scolastici 1947/1948, 1948/1949 e 1949/1950. 

     In quel periodo non ero ancora di ruolo, quindi non credo che il mio nome risulti negli schedari dei Fratelli Cristiani, però le assicuro che ci lavorai per tre anni. Entrambi non frequentavamo l’università ma di tanto in tanto andavamo in Italia a sostenere gli esami o con l’aereo o con la nave, allora c’era l’Argentina, lui a Napoli ed io Bari. Poi anch’io mi iscrissi all’Istituto di Lingue Orientali a Napoli, come lui, ma a Napoli non ci incontrammo mai. Un giorno una mia amica tripolina, anche lei studentessa universitaria ed iscritta come me a Lingue, mi chiese se volevo preparare alcuni esami con lei, visto che le materie erano le stesse. E sa chi incontrai in quella casa? Proprio Aldo. Anche lui era lì per prepararsi agli esami di Lingue, tanto i programmi di studio erano gli stessi. Così avvenne che cominciai a frequentare Aldo più assiduamente e poi nel 1956 ci fidanzammo. Lui poi si laureò, mentre io non riuscii a finire, mi mancavano pochi esami. Io fino al 1953 ho studiato,  poi ho smesso perché ero diventata un’insegnante di ruolo nelle scuole. Infatti cominciai ad insegnare inglese e francese nelle scuole dei Geometri a Tripoli. In quel periodo era ubicato vicino ai Mercati Generali vicino al palazzo, che per la sua rotondità,  tutti chiamavano il Colosseo.

 

Tripoli - Il Colosseo

 

 

Per un certo periodo di tempo la mattina insegnavo nelle complementari, la sesta, la settimana e l’ottavo, e che poi furono chiamate scuole medie, e poi alle Suore Francescane della Dahra. Siccome avevo i turni ho pure insegnato alle elementari presso l’Istituto dei Fratelli Cristiani  e tra i miei alunni avevo i fratelli Sillano. Uno di questi è quel Sillano che da grande è diventato un imprenditore edile e ho letto ne l’Oasi che si è occupato di sistemare il nostro Cimitero di Hammangi a Tripoli.

 

Tripoli - Il Cimitero di Hammangi

 

-         Bene signora Angelamaria, la nostra intervista finisce qui,  ora la devo lasciare per andare in biblioteca dalla Sig.a Gabriella Vanni, che mi aspetta. A proposito ora sono le 17  a che ora chiude la biblioteca?

-         Credo chiuda alle 19  quindi le rimangono ancora circa di due ore di tempo.

 

-         Tante grazie per la sua cortese ospitalità e per il caffè,  spero di ritornare quanto prima per completare l’intervista?

-         L’aspetto volentieri, anzi la prossima volta porti anche la sua moglie irlandese a prendere un tè.


 Ecco la registrazione dell'intervista alla Signora Zelli.   Clicclare QUI per ascoltarla.



L'intervista finisce qui.

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Alla guida della mia macchina, una Citroen Picasso nera e grazie al mio GPS non ho difficoltà a trovare la strada per la Biblioteca Civica Falesiana, ubicata in via Cavour 52. 
La signora Gabriella Vanni, avvisata del mio arrivo dalla signora Mariangela, mi accoglie cortesemente. Mi mostra un contenitore di cartone semiaperto  e mi mostra prima un elenco di tutto ciò che vi è dentro il contenitore. Leggo alcuni titoli: Quando i camaleonti…, Le voci lontane, L’enigma Bozzi, Storie dei dodici mesi, Un regno sulle dune. Ci sono altri titoli di libri ma non riesco a memorizzarli. Sfoglio Quando i camaleonti… e mi accorgo che sono 246 pagine, e tutte scritte fitte fitte. Un bel fagotto di roba! Il testo è stato battuto con una macchina da scrivere, forse un Olivetti lettera 32,

 

Una macchina da scrivere Olivetti - lettera 32

 

e sui fogli ci sono delle leggere venature dovute senz’altro alla carta carbone che serviva a produrre le copie. Il titolo completo è Quando i camaleonti danzavano sulla sabbia rovente il mio tempo era felice. Segue una dedica,  una premessa dell’autore di circa una pagina  ed una piccola scritta che mi è subito piaciuta:

I ricordi di un bambino sono incisi sul granito, quelli di un adulto sono scritti sulla sabbia delle dune: basta un soffio di vento per disperderli ……

Sfoglio velocemente il testo, mi accorgo che c’è una Prima Parte  con scritto Arezzo, Zuara, Tripoli  ne deduco che ci sia una seconda parte dedicata a Zavia. Il romanzo è formato da 18 capitoli. Ricordo che la signora Mariangela mi ha detto che i capitoli dispari  rappresentano il diario della sua infanzia, visto con gli occhi di un adulto,  mentre quelli pari sono capitoli più romanzati. Utilizzo la mia stampante un HP da 100 euro per scannerizzare alcune pagine del testo. Per le prime dieci pagine impiego 30 minuti, per le seconde dieci impiego 25 minuti. Sono già le 18 e 20 e tra mezz'ora   la biblioteca chiude. Riesco a scannerizzare  altre 17 pagine in 35 minuti. Giusto in tempo per risistemare il tutto. Da un calcolo veloce constatato che per le restanti 209 pagine occorreranno circa  440 minuti, un po' più di 6 ore.  Non credo di poter finire il lavoro in una sola giornata, forse mi toccherà fare ancora due viaggi. Rimetto tutti fascicoli  nel contenitore , lo consegno alla signora Gabriella e la ringrazio. Insieme fissiamo un mio probabile ritorno dopo il 18 Marzo.

 

Venerdi  8 Marzo 2013

Invio gli allegati aFratel Gip, che così mi risponde:

Carissimo, ho ricevuto tutte le pagine e compilato un unico PDF,  in totale, oltre gli 82 Mega  ... e spedirtelo non è possibile perché supera i 28 Mega che mi consente Libero altrimenti, se tu fossi una tipografia, avresti un FTP che accetta migliaia di Mega, ma ci vorrebbero decine di ore a trasmettere e non si fa più ... Ho controllato il Dragon  di cui ti ho  parlato, purtroppo è valido solo in presenza di un registratore SONY,  è un'edizione dedicata al Sony non quella completa e fatta a sé stante. Ma per te sarebbe una gran cosa se ne sei interessato perché   ... tu registri .... porti a casa ... colleghi al computer dove è installato DRAGON e tutto è fatto! Il computer ti dà la conversazione trascritta in Word. Oppure: leggi un testo al registratore ... colleghi ... e tutto passa! meraviglia delle meraviglie - costo: a partire da 40 a 100 Euro mi pare, poi scarichi Dragon gratis meglio che comperare solo il programma Dragone prendi due piccioni con una fava. Cerca  voice recorder Sony  http://www.sony.it/hub/dragon oppure voice recorder olympus   

P.S.  Oh,l'amico Duilio Disco mi ha sempre detto che è disponibile a  qualsiasi lavoro di trascrizione al computer (pensavo quasi a tutti i registri con  gli iscritti al La Salle di Tripoli!) poi mi sono vergognato di scaricare lavoro ad altri.

 

Per chi non avesse dimestichezza con questi termini chiarisco che si riferiscono a programmi per leggere e scrivere con la sintesi vocale. Facile a dirsi, ma difficile a farsi. Infatti questi programmi, anche i migliori e quelli più costosi, prima di farli funzionare bene ci vuole del tempo. Bisogna che il programma vocale riconosca bene le inflessioni, la cadenza, la modulazione della voce, altrimenti scrive solo dei grossi strafalcioni e così si perde solo tempo. Ci sono dei programmi molto buoni  che trasformano le pagine da pdf a doc, ma funzionano solo con testi scritti con un computer. Nel nostro caso il testo è stato scritto dallo Zelli alla vecchia maniera con una macchina da scrivere, con l'aggiunta di alcune correzioni fatte a penna, tanto che le cose si complicano maggiormente ed il programma non funziona. La soluzione alternativa è la digitalizzazione del testo,  anche  se penso sia un lavoro massacrante se lo dovesse fare una sola persona.  Duilio Disco è sempre stato molto disponibile nel digitalizzare, tanto che ad ogni raduno si accolla l'onere di registrare i vari discorsi fatti dal Presidente e dagli ospiti d'onore e li  digitalizza fedelmente con word per essere poi pubblicati su l'Oasi, però non me la sento di affidargli un compito così gravoso. Devo trovare una soluzione alternativa! 

Purtroppo però le cose non vanno sempre per il verso giusto...

 

L'incidente automobulistico

 

Punta Ala mercoledi 13 marzo 2013, ore 5,45 a.m.

Mi alzo presto come al solito. Stamane alle 7 e trenta devo essere nel cantiere in località Rigoloccio, vicino a Gavorrano, dove si stanno ultimando i lavori esterni della mia nuova casa. Questo è stato un inverno piovoso, ed anche se fra pochi giorni entrerà l’equinozio di primavera le previsioni meteo non promettono niente di buono e la temperatura si mantiene su livelli invernali.

Ore 8  incontro l’idraulico, Leonardo Signorini,  per la messa in opera nel locale tecnico dell’allacciamento della pompa di calore. Questa pompa avrà il compito  di scaldarmi la casa d’inverno e raffreddarla d’estate con una tubatura che passa sotto il pavimento sia al  piano terra che al primo piano. Comincia a piovere.

Alle 10 sono a Bagno di Gavorrano  nell’ufficio del  responsabile del cantiere, il geometra Poli, per firmare una documentazione da portare in Comune.

Alle 12 sono ancora in cantiere. Il tempo passa velocemente. Sono le 13,30 e Joanne mi chiama per sapere a che ora torno per pranzo. Tornerò quanto prima. Al momento piove, ma non forte.

Ore13,20 - Con la mia Citroen Picasso nera col cambio automatico torno a casa a Punta Ala, per il pranzo. Tra la mia nuova casa in costruzione e la casa di Punta Ala c'è una distanza di circa 22 chilometri. Per arrivare in Via dello scoiattolo 35, generalmente ci impiego 25 minuti.

Ore 13,30 - Piove ancora ma non forte. Sono sul rettilineo della strada provinciale del Puntone nei pressi del Casone. Ho la radio accesa, ascolto la  trasmissione Attenti a Pupo, che va in onda a quell’ora.  Ascolto rilassato la bella voce del presentatore e cantante toscano Pupo, che ha una cadenza fiorentina. Sta dicendo che il santo del giorno è S.Anna, la madre della Vergine Maria e  improvvisamente la pioggia aumenta  d’intensità, inserisco con la levetta la velocità massima ai  tergicristalli, ma la pioggia è cosi intensa che non riescono a pulire il parabrezza. Non posso fermarmi, perchè su questa strada  non ci sono corsie d'emergenza. Non vedo niente, solo acqua. Ora ho la sensazione che la macchina galleggi sull’acqua. E' una sensazione irreale, sto forse sognando? Dove mi trovo? Sono forse sul Dongiovanni, la mia vecchia barca a vela? Istintivamente freno. La macchina fa uno scarto e finisce con la ruota destra anteriore dentro un fosso abbastanza profondo, che corre lungo la strada. La Citroen si capovolge,  scivola col tetto sul fianco del fosso, mezzo colmo d’acqua. Io, sorretto dalla cintura di sicurezza, rimango disperatamente aggrappato al volante, ma a testa in giù. Ci sono due grossi botti, sono i due airbag anteriori che sono scoppiati. La Citroen continua a scivolare capovolta nel fosso. Non finisce mai di scivolare. Vedo avvicinarsi un grosso tronco d'albero. Mamma, Papà sto morendo! La macchina si ferma a solo un metro  di distanza da un secolare albero di sughero. Nell'abitacolo c’è un gran puzzo di zolfo  e fumo, sono gli airbag scoppiati. La radio è sempre accesa, Pupo continua a parlare, ma non riesco a concentrami su cosa stia dicendo. Spengo la radio. Cerco di ragionare. Non credo di essermi fatto niente di male. Non sento nessun dolore. C'è ancora tanto fumo nell'abitacolo. Ora il mio obiettivo è uscire  al più presto dall’auto. Alla mia destra vedo un finestrino rotto.  Mi slaccio la cintura. Sento delle voci lontane, vedo dei piedi e poi una persona che si abbassa vicino al finestrino rotto, che mi dice di stare fermo, di non muovermi. Capisco la ragione, so che in casi di eventuali lesioni interne è bene stare fermi. Ma io sto bene e voglio uscire dalla macchina. Il fumo persiste e per un attimo vengo preso dal panico, ho paura che la macchina possa prendere fuoco. La Citroen è inclinata su un fianco ed io sono ancora sdraiato sul fondo, parzialmente immerso in pochi centimetri d'acqua. Sento il rumore dell'acqua che affluisce all'interno della macchina.Provo a muovermi e non sento dolore. Mi arrampico in su fino al finestrino rotto. Un soccorritore mi porge la mano per tirami fuori. E' forse un angelo? Chi lo sa? Esco fuori dalla macchina, strisciando sul terreno. I pantaloni e la maglia, gia bagnati, ora sono sporchi di fango. Il mio angelo-soccorritore mi dice di sedermi, ma io non voglio. Sento ora il cellulare vibrare in una delle tasche dei miei pantaloni. Devo chiamare subito Joanne. La chiamo  e gli dico che ho avuto un incidente con la macchina, ma che sto bene. Gli indico brevemente dove è accaduto l'incidente. Guardo la mia macchina: è completamente distrutta. Chiamo anche il mio carrozziere e gli chiedo di venire a ritirare la Citroen con un suo mezzo di soccorso, la macchina è da rottamare.  Ora i miei soccorritori sono diventati due. Mentre telefono continuano a sorreggermi e mi fanno cenno di sedermi. Cominciano a tremarmi le gambe. Sento il suono di una sirena, anzi le sirene ora sono due. Arriva prima una macchina dei pompieri e  subito dopo un’ambulanza. Gi infermieri dell'ambulanza sono molto cortesi, mi fanno sdraiare su un lettino,  e immediatamente mi bloccano il collo con un collare e il medico a bordo mi fa un elettrocardiogramma. E' arrivata Joanne. Gli dico di rivolgersi ai pompieri  per recuperare  il  mio borsello dei documenti ancora dentro la macchina. Ci sono anche i vigili. Mi chiedono come sto e poi mi chiedono la patente. Joanne, che ha recuperato il borsello, da loro la mia patente. Uno dei due infermieri chiude gli sportelloni dell'ambulanza e l’ambulanza comincia a muoversi. Io sono sempre sdraiato sul lettino e chiedo dove stiamo andando. Mi dicono che si stiamo andando all’Ospedale di Massa Marittima per gli accertamenti di rito. Ma io sto bene, non mi sono fatto niente, dico. Non importa bisogna che lei venga controllato, mi rispondono. All’Ospedale di Massa tra i tanti accertamenti  vengo sottoposto anche ad un test tossicologico. Per fortuna i risultati sono nella norma.L’unico danno fisico  che ho subito è una forte bruciatura al dorso della mano destra, dovuta allo scoppio dell’airbag, vicino al volante. Niente altro! Anche in questo caso mi viene in mente la parola araba maktub, non era scritto.

La Citroen Picasso C4 incidentata Il fosso sul bordo della strada e l'albero di sughero

 

 

Lunedi 18 marzo 2013

Gent.ma Sig.a Gabriella Vanni,

stamane ho chiamato in biblioteca e mi ha risposto la Sig.a Rosselli, la quale gentilmente mi ha dato il suo indirizzo di posta elettronica. La informo che purtroppo questa settimana sarò impossibilitato a venire a Piombino per l'incidente avuto con la mia macchina. Il danno è stato così notevole che sarò costretto a rottamarla. Mi dispiace tanto che lei debba tenere il faldone di Aldo Zelli aperto, Io spero che nella prossima settimana  riesca a trovare una soluzione per essere presente. Nel frattempo le invio i miei ringraziamenti per la sua cortese collaborazione e la saluto cordialmente. Domenico Ernandes

 

Lunedi18 marzo 2013

Gent.mo Sig. Domenico,
sono dispiaciuta per la notizia dell'incidente. L'importante è che non sia successo qualcosa di grave alle persone. Non si preoccupi per noi e venga pure quando potrà. Le invio cordiali saluti e tanti auguri. Gabriella Vanni

 

Mercoledi 27 Marzo 2013

Gent.ma Sig.a Gabriella,

la informo che è probabile che domani mi sarà consegnata una nuova macchina. Pertanto a partire da martedì della prossima settimana sarei disponibile a venire a Piombino. Mi dica se è possibile e se fosse si, quando. Nel frattempo colgo  l'occasione per augurare  a lei ed ai suoi cari una Serena Pasqua. Domenico Ernandes

 

Giovedi 28 Marzo 2013

Buongiorno,
ok per la prossima settimana, sono  di turno di pomeriggio, i giorni migliori sarebbero martedì, giovedì, venerdì. Cordiali saluti e auguri anche da parte mia.
Gabriella Vanni

 

Piombino venerdì  5 Aprile  2013 ore 15,00 

Sono nella Biblioteca Civica Falesiana di  Piombino. Ci sono arrivato con la mia nuova macchina, una Kia Sportage blu  (usata) con cambio manuale. L'ho potuta parcheggiare vicino alla biblioteca grazie ad  uno speciale pass, fattomi avere dalla gentilissima signora Gabriella Vanni. Ho con me la mia stampante ed una cartella con una risma di fogli su cui stampare le pagine da scannerizzare dell’intero  libro in formato pdf. Mi viene consegnato lo stesso plico con i lavori dello Zelli.  Mi sistemo opportunanmente in un posto d’angolo, vicino ad una presa di corrente, nell'ampia sala di lettura. Ci sono alcuni studenti che stanno sfogliando dei libri. Cerco di fare meno rumore possibile. Il processo di scannerizzazione procede bene. Lavoro per circa quattro ore e scannerizzo  circa 150 pagine. 160 + 37 della volta precedente = 197. Se i conti tornano mi rimangono ancora 49 pagine da scannerizzare per arrivare a 246. Alle 19 quando la biblioteca  chiude riconsegno il plico  e ringrazio la signora Gabriella. Forse tornerò la prossima settimana per terminare.

 

Martedi 16 Aprile ore 15,00

Sono nuovamente nella Biblioteca di  Piombino. Lavoro di buona lena. Finisco di scannerizzare tutto il testo dei Quando i camaleonti… alle 16 e trenta.
Ho finito. Evviva, ce l’ho fatta! 
Mi rimangono ancora due ore e mezzo a disposizione. Cosa fare? Sfoglio un altro testo col titolo I dodici mesi. E’ un breve testo. Mi sembra di ricordare che la signora Mariangela mi abbia detto l'ultima volta che l'ho vista  che le piacerebbe rileggerlo. Penso, scannerizzandolo di farle un piacere. Potrebbe essere pubblicato on line sil mio sito  così la signora Mariangela potrebbe rileggerselo. Senza indugio comincio a scannerizzare I dodici mesi.  In un'ora ho finito. Dò un'occhiata veloce ad altri testi ci sono L'enigma Bozzi, Le voci lontane e Un regno sulle dune. Sono racconti brevi di non molte pagine. Chiedo alla Gabriella di poter usare la loro grossa stampante, formato ufficio,  che è molto più veloce della mia. Mi dice che non ci sono problemi a condizionedoi usare i miei fogli. Di fogli bianchi me ne sono rimasti ancora, così fotocopio i tre brevi testi. Li scannerizzerò più tranquillamente a casa con la mia stampante. Alle 19 ho finito tutto. Ringrazio ancora Gabriella e torno a Punta Ala.

 

Torino Sabato 4 Maggio 2013

Sono a Torino per l’annuale  raduno ex-lali di Libia, organizzato come sempre dall’efficiente Tesoriere Felice Spagnuolo. Nella hall della Villa San Giuseppe incontro i fratelli Trovato con le loro consorti ed alcune cugine che vengono addirittura da Ragusa.  Successivamente incontro altri tripolini, quelli che ricordo sono Andrea e Nives Carcea, Duilio Disco, Raffaele Brignone, Nuccio Graziani, Giampiero Bakovic, Antonio Capodieci, Giancarmine Valeri, Bruno Aprile, Michele Mitrione,  Claudio Dal Passo, Mario Anan, Rosetta Martelli, Luciana Longo, Fratel Piero Spagnolini, il Presidente Giancarlo Consolandi, Gaetano Salgaro Fratel Felice Verbenesi, l’immancabile Gigi Badalucco con la moglie  Lina, Nicola Hannis con la sorella Anna Maria, Franco Battiato, Sergio Oddo, Giampiero Bakovic, Amilcare Angelucci, Pasqualino Sepe, Mario Aiuti, Mario Vigneti ed altri,  tutte persone simpatiche che rivedo quasi ogni anno. Con alcuni di loro parlo dell'idea di Fratel Gip e del progetto di pubblicare su l'Oasi il diario inedito di un grande scrittore di libri per ragazzi Aldo Zelli, che ha vissuto per tanti anni in Libia , anche lui ex-lali dei Fratelli Cristiani di Libia. Alcuni di loro recepiscono bene l'idea e ne rimangono affascinati, specialmente i coniugi Andrea e Nives Carcea. La mia idea è di raccogliere un nutrito gruppo di volenterosi per distribuire in maniera equanime il lavoro di ritrascrizione del testo. Il numero ideale sarebbe 10. Cioè 9 persone più me.  Venticinque paginette  a testa non sono un fardello troppo oneroso. Fratel Gip che vorrebbe pubblicare nel prossimo notiziario de l'Oasi di Luglio/Agosto  almeno il primo capitolo dei Quando i camaleonti ...mi ha chiesto di avere un testo in doc battuto con carattere new times roman 14, non oltre il 20 di Giugno. Tutto questo  per avere i tempi tecnici necessari per poterci lavorare con calma, prima della pubblicazione.

 

Sabato 11 maggio 2013

Buongiorno Sig. Ernandes,
abbiamo ricevuto il CD contenente il racconto di Aldo Zelli "Quando i camaleonti...". Come d'accordo, lo inserirò nella cartella contenente il dattiloscritto originale.
La ringrazio e le invio cordiali saluti. Gabriella Vanni

 

Punta Ala  Sabato 11 Maggio

Ho buttato giù una lista di nominativi a cui chiedere di digitalizzare il testo dello Zelli. Telefono e  riesco ad avere una buona percentuale di risposte positive. Ecco in ordine alfabetico quelli che hanno accettato di buon grado questa incombenza (almeno all'inizio...): Amilcare Angelucci, Giampiero Bakovic, Raffaele Brignone, Andrea Carcea, Duilio Disco, Nuccio Graziani, Felice Spagnuolo ed io. Siamo in 8 , beh invece di 26 pagine saranno invece 33 a testa. Divido il testo in otto parti. A qualcuno capiterà qualche pagina  in più di trentatre a qualcun altro qualche pagina in meno, un capitolo non si può troncare a metà, va finito. Mando sette messaggi di posta elettronica ai sette volontari o... volenterosi. Il messaggio è di questo tenore :

Caro amico......,

come da intercorse intese telefoniche ti invio in allegato n. .... pagine in pdf  ( da pag... a pag....) relative al diario inedito Quando i camaleonti …..  , scritto dal tripolino Aldo Zelli (morto a Piombino nel 1994 e di cui potrai leggere notizie anche su internet su link http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Zelli), che l'Oasi, con l’autorizzazione della vedova Sig. a Maria Angela Intini Zelli,  vorrebbe pubblicare a puntate  nei prossimi numeri. Dopo aver scaricato sul tuo computer,  gli allegati in pdf , ti converrebbe stamparli per poi ricopiarli più facilmente su un unico testo su WORD possibilmente salvandolo in doc. Carattere  TIMES NEW ROMAN 14. Ti informo che oltre a te a collaborare a questa iniziativa si sono resi disponibili anche gli amici comuni Duilio Disco, Raffaele Brignone, Felice Spagnuolo, Amilcare Angelucci, Nuccio Graziani, Giampiero Bakovic e me. Finito di ritrascrivere le tue pagine in un testo unico (ripeto salvato in doc) dovrai inviarmele via email. Dal canto mio,  dopo aver ricevute le singole parti da tutti voi, le invierò in un testo unico all'Oasi.  Per quanto possibile bisognerebbe che questa tua trascrizione fosse finita prima possibile ed arrivare all'Oasi non più tardi del 20 giugno (circa un mese da oggi). Fratel Gip con un suo particolare programma, dovrà ricomporre il testo in doc  in un unico testo adattato a libro. Si spera di pubblicare a puntate questo libro su l’Oasi già col prossimo numero di Agosto.Un fraterno abbraccio Domenico



Sabato  18  Maggio 2013

Mi telefona Raffaele Brignone: Caro Domenico, ho un problema , il mio computer è guasto e lo portato a fare riparare. Ogni tanto passo dal laboratorio e mi fanno  guardare la mia posta elettronica. Ho visto il tuo messaggio e ti volevo avvisare che al momento non posso fare niente. Ma te non ti preoccupare, recupererò, spero  di avere indietro  il computer entro la prossima settimana.

 

Venerdi  24 Maggio 2013

Provo a telefonare a Raffaele, ma non riesco a rintracciarlo. Chiamo Franco Macauda, un amico tripolino di Facebook  e gli chiedo se mi può aiutare a trascrivere 10 pagine di un libro di uno scrittore  tripolino. Mi dice di si, così gliele spedisco subito in allegato tramite email con la lettera accompagnotoria standard. Sono dieci delle pagine di Raffele Brignone. Su indicazione di Macauda chiamo Anna Maria Viscuso, anche lei amica tripolina, gruppo Facebook. Cortesemente anche lei accetta di trascrivere 10 pagine del testo di Zelli, che spedisco con la solita lettera accompagnatoria standard. Anna Maria mi accenna di un articolo scritto da lei che parla dell'ultimo periodo della sua permanenza a Tripoli. Gli dico che vorrei leggerlo e poi eventualmente pubblicarlo sul mio sito.

Mercoledi 29 maggio 2013

Caro Domenico

entro domani termineremo la trascrizione, procederemo quindi alla rilettura giusto per verificare eventuali errori ed omissioni. Mi premeva dirti che troviamo il diario  molto interessante e coinvolgente tanto da appassionarci emotivamente. Terminato il lavoro di controllo , ti invieremo il tutto come da accordi. Un caro abbraccio  da Andrea e Nives Carcea

 

Mercoledi 29 maggio 2013

Carissimo Domenico,

ti invio in allegato  la  parte della trascrizione  a noi assegnata. Oggi stesso mi metterò in contatto con Duilio per sentire a che punto si trova ed eventualmente offrirgli il mio aiuto e quello della Nives. Ti ringrazio per averci coinvolto in questa splendida avventura, le ultime pagine sono state emozionanti e devo essere sincero, ne ho rallentato la battitura ,in quanto, non volevo terminasse.Per mia abitudine ed educazione non  amo nascondere i miei sentimenti...mi è scappata una piccola lacrimuccia quando ho riposto le mie copie nel cassetto della scrivania, dove le  conserverò gelosamente in attesa di leggere l'intero diario. Con simpatia ed affetto Andrea e Nives Carcea

Venerdi 31 maggio 2013

Ciao Domenico,

ti allego le 10 pagine rivedute  e corrette e probabilmente domani me ne arriveranno altre di un amico che ha difficoltà a trascriverle velocemente per una serie di impegni che si sono accavallati. Lo faccio volentieri, quando serve sono qua. Un abbraccio e buonanotte, Anna Maria Viscuso

Venerdi 31 maggio 2013

Ottimo lavoro Anna Maria, 

da come ti sei presentata ho capito subito che sei un persona efficiente ed affidabile. Il fatto poi di aiutare un amico in difficoltà (e credo di aver capito chi è)  ti fa molto onore. Tra l'altro, una persona come lui, sempre disponibile  per tutti e per ogni cosa se lo merita veramente un aiuto. A breve ti invierò per posta un CD con tutto il il libro Quando i camaleonti .... in pdf.  Magari la prossima volta scrivimi il tuo indirizzo di casa. Per le foto non ti preoccupare, abbiamo tempo. A risentirci Domenico

Sabato 1 giugno  201

Caro Domenico,

spero di aver eseguito correttamente il compito che mi hai affidato. Ti allego le pagine che ho ridigitalizzato e sarebbe bene che un altro occhio le riguardasse per correggere eventuali errori. Io ho cercato di fare del mio meglio. Fammi sapere se il tutto ti sia giunto in buon ordine. Ciao. Amilcare Angelucci

 

Domenica 2 giugno 2013

Ciao Domenico

finalmente la mia parte è finita. Ho ritrascritto tutte le pagine che mi hai mandato come vedrai dagli allegati. Buonanotte. Duilio Disco

 

Martedi 4 giugno 2013

Caro Amico,

tra un po' riceverai le dieci pagine che avevi affidato a me. Oberato come sono, in questo periodo, ho accettato l'offerta di aiuto pervenutami da parte dell'amica Annamaria Viscuso e l'ho fatte scrivere a lei. Sta per inviartele. Un abbraccio. Tuo  Franco Macauda

...Ecco chi era l'amico in difficoltà ...

 

Martedi 4 giugno 2013

Ciao Domenico,

ti mando le pagine che avevi dato a Franco Macauda ma che ho scritto io perchè  Mac è veramente affogato in mille impegni.Spero che non ci siano errori, ho cercato di leggere con molta attenzione e non ne trovo. Volevo dirti che, a parte qualche virgola che ho tolto o aggiunto, ho messo sempre l'iniziale maiuscola alla parola Direttore, Principe, Altezza  (all'inizio erano maiuscole, poi minuscole..insomma ho cercato di uniformare il tutto) e poi perchè spesso  "Principe " viene usato come pronome.Troverai una parola scritta in rosso, non l'ho mai sentita e quindi non sono sicura di averla trascritta bene. Ci sentiamo eventualmente al telefono per altre informazioni.Un abbraccio, Anna Maria Viscuso

PS - Ho visto la mia "stanza" sul tuo bellissimo sito  (che emozione!) e mi ripropongo di vedere tutto con attenzione..bravo, è un lavoro che richiede tanto tempo e passione! Io nel frattempo ho recuperato le foto di uno dei miei fratelli ciclisti, sceglierai tu quale mettere...mentre l'altro ancora non me ne ha mandate. Quando avrò tutto ti manderò tutto insieme ma anche per le foto ricordami che debbo chiederti un paio di cose :)  Ciaoooooo

 

Martedi 4 giugno 2013

Ciao Annamaria,

ultimamente ho preso contatto con David Meghnagi, nato a Tripoli nel 1949. E' un professore universitario alla Sapienza di Roma. E' una persona molto interessante che ha scritto vari saggi, tra cui una sua testimonianza, raccolta in un libro, intitolata Nascere ebreo in un paese arabo, di cui io ho letto una parte. In questa parte la sua storia comincia  con il progrom del 1945. Continua con il grande esodo degli ebrei di Libia nel 1948, l'anno in cui venne creato lo stato di Israele. Poi nel giugno del 1967, con la Guerra dei Sei Giorni, tutti gli ebrei furono costretti a lasciare la Libia, in condizioni ancora più disperate delle nostre, tanto che in quel periodo alcuni ebrei vennero uccisi. Sua sorella si chiama Miriam Meghnagi ed è  una nota cantante di musica religiosa ebraica ed evangelica. Sarebbe interessante se proprio questa Miriam Meghnagi  fosse la tua compagna di classe. La ragazza ebrea che subì quell'increscioso episodio che tu hai descritto così bene nel tuo articolo  (ora online) Briciole di vita, fatti ed emozioni di un’italiana nata a Tripoli . In allegato ti invio una sua breve biografia e la sua foto per facilitarti un eventuale  riconoscimento. A risentirci a più tardi.Ciao  Domenico

 

Martedi 4 giugno 2013

Caro Domenico,

ti invio in allegato le pagine che hai mandato in allegato con il nuovo formato come hai indicato. Spero di aver fatto come richiesto e mi scuso in anticipo se ho commesso gravi errori ma ti posso assicurare che ho ricopiato fedelmente quello che spesso ho potuto capire. Per qualsiasi altre cose ci sentiamo telefonicamente. Un saluto affettuoso Sebastiano Graziani

 

 

Giovedi 6 giugno 2013

Caro Domenico ,

ti invio in allegato dal capitolo quarto (pag. 41) a capitolo quinto (pag. 47- 57). Una curiosità mia zia materna ha sposato uno Scalia. La famiglia di mio padre, arrivata da Lampedusa, andò ad abitare vicino al Monumento dei Caduti a Tripoli, proprio come Zelli. Ciao, spero di aver fatto bene con l’aiuto di occhiali da vista e lente d’ingrandimento, Raffaele Brignone. Per favore dammi conferma di ricezione.

Giovedi 13 Giugno 2013

Oggetto: Nei momenti di tristezza

Carissimo Domenico,

ti invio le mie 17.601 parole. Ti prego controllare bene in quanto non sono riuscito a rileggerlo, Dove troverai dei ???????? non sono riuscito a leggere la parola. Un caro saluto. Felice Spagnuolo

Mercoledi 19 Giugno

Caro Domenico,

eccoti le ultime tre paginette richieste. Mi avevi dato il 20 giugno come scadenza: credo di esserci rimasto dentro.....! Fammi sapere se va bene il mio lavoro. Ti allego anche una foto di un campo di papaveri all'interno dell'area degli scavi di Ostia. L'ho scattata la mattina che mi sono messo in viaggio da Ostia per Torino. Ciao Giampiero Bakovic

Ostia giugno 2013 - Area degli scavi - foto scattata da Giampiero Bakovic

 

Giovedi 20 giugno 2013. Tutti i miei collaboratori al Progetto Zelli hanno completato di  ritrascrivere la loro parte convertendo il testo scannerizzato da pdf a doc. Oggi stesso spedirò il tutto alla Redazione de l'Oasi. Ecco il testo del mio messaggio

Dopo che ieri sera ho fatto un po' a tardi ad assemblare  i diversi file giunti dagli amici e collaboratori chesi sono generosamente prestati a ritrascrivere  in formato doc l'intero libro di Aldo Zelli QUANDO I CAMALEONTI..., stamane per scaricarmi  mi sono levato all'alba  per andare nel mio campo e ripulirlo di sassi e sassetti. Ne sta venendo fuori un strano tumulo di sassi.

Il  tumulo di sassi nel mio campo

 

Questi in ordine alfabetico i nominativi  che mi hanno aiutato a terminare  la ritrascrizione dell'intero libro dal formato pdf a doc, Amilcare Angelucci, Giampiero Bakovic, Raffaele Brignone, Andrea Carcea, Duilio Disco, Sebastiano Graziani, Felice Spagnuolo e Anna Maria Viscuso. Sono stati bravi e puntuali. Avevo chiesto di inviarmi il tutto entro il 20 giugno e tutti rigorosamente hanno mantenuto il loro impegno. Ti invio pertanto l'allegato con il testo intero da pag 1 a pag 246 e atri 19 allegati capitolo x capitolo dalla premessa all'epilogo. Ti passo la palla. A risentirci Domenico

E' arrivato il momento di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al Progetto Zelli. Non solo è mio dovere farlo ma è giusto che io la faccia. Anch'io ho digitalizzato la mia parte e so che è stato un compito faticoso anche se, a parer mio, istruttivo. Purtroppo le pagine  scannerizzate erano copie, impresse dalla carta carbone, quella che si usava un tempo per fare più copie. La scrittura è anche sbiadita ed alcune vocali cone la "o" e la "a" si confondono facilmente, così come la "n" e la m" e la "i" e la "l". Insomma non è stato un compito facile. Ecco il mio messaggio

Invio un messaggio di posta elettronica multiplo.

Giovedi 20 Giugno 2013

Carissimi amici,

grazie soprattutto alla vostra collaborazione e disponibilità io sono riuscito ad inviare in giornata a Fratel Gip  il testo intero del libro di Aldo Zelli QUANDO I CAMALEONTI…, in formato doc  con carattere Times  New Roman  14, entro il 20 di giugno,  come da sua richiesta. Ad aderire a questo progetto di trascrizione di questo libro, ancora inedito, dello scrittore Zelli, di cui una copia è custodita attualmente nella Biblioteca Comunale di Piombino e l'originale invece è presso l'Archivio Nazionale dei Diari di Pieve di Santo Stefano in prov. di Arezzo, sono stati in ordine alfabetico gli amici Amilcare Angelucci, Giampiero Bakovic, Raffaele Brignone, Andrea Carcea, Duilio Disco, Nuccio Graziani, Felice Spagnuolo e Anna Maria Viscuso. 

Un sentito grazie sentito va a tutti voi che con precisa puntualità mi avete consegnato il vostro lavoro entro i tempi richiesti! La signora Angela Maria Intini vedova di Aldo Zelli, che ci legge in copia,  ci ha già verbalmente autorizzato  a pubblicare, sia sull’OASI, il notiziario degli ex-lali di Libia sia sul mio sito www.ernandes.net, l’intero libro, tuttora inedito, di suo marito. Mi ha anche inviato delle foto  da scannerizzare, relative a momenti di vita della famiglia Zelli, che potrebbero servire a corredare il testo. Non so ancora in che modo  l'OASI intenderà pubblicare questo libro. E’ chiaro che 246 pagine di testo, scritte fitte fitte, potranno essere pubblicate solo in maniera frazionata. Lasciamo comunque ai Responsabili di Redazione dell’OASI decidere il come ed il quando. Un caloroso abbraccio a tutti voi  Domenico Ernandes

Giovedi 20 Giugno 2013

Carissimi amici,

faccio seguito al mio precedente messaggio per informarvi che la Sig.a Angela Maria Intini ved. Zelli mi ha telefonato per ringraziarmi per il lavoro da noi svolto nella trascrizione del libro inedito di suo marito. La signora Maria Angela, che al momento ha un guasto tecnico al suo computer,  mi ha inoltre pregato di estendere il suo ringraziamento  a tutti  voi, che avete così generosamente collaborato alla realizzazione di questo progetto, anche se non vi conosce di persona, A risentirci quanto prima Domenico

Domenica 23 giugno 2013

Ricevo un messaggio da Fratel Gip In sintesi mi dice che non vorrebbe pubblicare  tutto il libro ma capitoli significativi, riassumendo quelli che non si pubblicano e rimandando chi è interessato alla lettura integrale al  sito www.ernandes.net , dove in parallelo vengono pubblicati anche i capitoli tralasciati da l'Oasi. 
Per me va bene.

 

Giovedi 4 luglio 2013

Caro Domenico 

ho ricevuto poco fa l'email di Fr.Gip. Per conto mio ,come già le avevo detto, lei ha il pieno consenso a pubblicare sia le foto  che i brani del libro  come e quando vuole . Gli telefono subito. A presto.  Angelamaria Intini Zelli.

 

 

RINGRAZIAMENTI

             Ringrazio la Signora Angelamaria Intini Zelli, la vedova dello scrittore, che mi ha permesso prima di scannerizzare e poi di di leggere il libro-romanzo ancora inedito Quando i camaleonti danzavano sulla sabbia rovente il mio tempo era felice.

              Ringrazio Amilcare Angelucci, Giampiero Bakovic, Raffaele Brignone, i coniugi Andrea e Nives Carcea, Duilio Disco, Sebastiano Graziani, Felice Spagnuolo, Anna Maria Viscuso che si prodigati nel digitalizzare, ognuno con la propria parte, l'intero testo. Ho voluto chiamarlo Progetto Zelli  l’insieme delle fasi che si sono in parte concluse e che si  concluderanno dapprima  con la pubblicazione cartacea  del primo capitolo sul prossimo notiziario de l’Oasi, quello di luglio/agosto 2013, e poi con la pubblicazione online sul mio sito www.ernandes.net.

               Nel periodo che va dal 7 Febbraio di quest'anno fino ad oggi sono successe e mi sono successe varie cose, che io ho cercato di descrivere semplicemente in questo articolo come se fosse un diario, la cronistoria del Progetto Zelli.  Il gigantesco e secolare albero  che vedete sullo sfondo di questa  pagina è un albero di sughero. Ho preferito questo sfondo perchè è l'albero che non ha voluto che io morissi durante l'incidente avuto con la mia macchina, la mia Citroen Picasso nera col cambio automatico, nel primo pomeriggio di mercoledi 13 marzo.  Lui, quest’albero, è il mio maktub.

Ecco i protagonisti del Progetto Zelli

Amilcare Angelucci Giampiero Bakovic Raffaele Brignone Andrea Carcea
Nives Carcea Duilio Disco Domenico Ernandes Sebastiano Graziani
Angelamaria Intini Felice Spagnuolo Anna Maria Viscuso Redazione dell'OASI


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