Le poesie di Domenico Ferrante

Domenico Ferrante

Borgo rupestre

Tetti rossi di Barbara Spinelli

Tetti rossi aggrappati ad un pendio

tra balze fitte fitte di smeraldo

col sentierello che serpeggia  a rio

 

(scuro ricam s’un viscido telaio)

giù per la valle che riluce d’oro

tra spighe bionde e lucido pagliaio.

 

Groviglio di viuzze strette e storte,

case sgorbie di muri screpolati,

lucertole che al sol fanno la corte.

 

Cielo turchin con vele bianche appese,

mare lungo color verde bottiglia

cui scivola gabbian ad ali stese.

 

Dai tetti rossi, dal sentier marrone,

con gran vociar di bimbi allegri in frotta,

s’alza ondeggiando un querulo aquilone.

 

Sfreccian sinistre le nottole a sera,

al maniero d’intorno, poi pian piano,

lucciole a mille incendian la brughiera.

 

Dal vicino pantan, sotto le stelle,

per il borgo che dorme sul pendio,

s’inizia il concertin di raganelle.